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Ascoltare bambini e ragazzi per aiutarli a costruire il futuro: l’idea di un Parlamento Europeo dei giovani

Di Caterina Chinnici

Oggi pomeriggio a Catania parteciperò all’incontro “L’Europa in cui crediamo” promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Un incontro speciale, perché a parlare di Europa saranno i giovani. E io sarò, come sono sempre stata, felice di ascoltarli. In questi cinque anni di legislatura europea, accanto al tanto tempo che a Bruxelles ho dedicato al lavoro sulle riforme legislative, perché è a Bruxelles che questo lavoro va necessariamente fatto, tanto ne ho dedicato anche agli incontri sui territori che mi hanno chiesto di rappresentarli in UE, e mi piace dire che su oltre 80 incontri pubblici, quasi la metà li ho vissuti a contatto con i giovani. Spesso studenti, spesso nelle loro scuole.

Incontri nei quali ho potuto discutere con loro di legalità, di cultura, di uso consapevole dei new media, di diritti umani, di pace, di solidarietà, di impegno e cittadinanza. E dei valori su cui si basa il meraviglioso progetto di integrazione europea, scoprendo quanta voglia abbiano proprio loro di farsi ambasciatori dell’Unione Europea.

Noi abbiamo la responsabilità del loro presente e del loro futuro, del mondo in cui vivono e vivranno, e del mondo in cui vivranno i loro figli. E loro hanno bisogno di essere ascoltati, di partecipare. Hanno sogni, esigenze, idee e sensibilità.

Lo abbiamo visto con il movimento Fridays for Future, nato spontaneamente dall’appello di una studentessa sedicenne che è diventato mobilitazione internazionale su un tema chiave, la tutela dell’ambiente, che il Parlamento Europeo e l’intera Unione Europea stanno affrontando con molta determinazione, per esempio fissando obiettivi precisi per la riduzione delle emissioni clima-alteranti e introducendo i primi divieti alla produzione di oggetti in plastica.

Tante volte ho ricordato quanto sia fondamentale dialogare con i giovani, per spiegare quali opportunità l’Europa offre loro e per capire cosa loro si aspettano, e l’intergruppo parlamentare che ho fondato e presiedo li ha interpellati attraverso il progetto #EuropeKidsWant, sondaggio online rivolto a bambini e adolescenti i cui risultati sono stati presentati l’anno scorso quando al Parlamento Europeo, in collaborazione con Unicef ed Eurochild, è stato inaugurato lo #YouthLoungeSpace (nelle foto alcuni momenti di quella giornata).

Un sogno ce l’ho anche io: trasformare in realtà un’idea lanciata durante l’ultimo forum europeo sui diritti dei minori e che faccio anche mia, quella di creare un parlamento europeo dei giovani come organo consultivo permanente. Sono convinta che ci si possa riuscire, e se la mia esperienza in Europa dovesse proseguire lavorerò per questo.

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