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Autore: redazione

Convenzione di Palermo sul crimine transnazionale, conferenza al palazzo di giustizia. Caterina Chinnici: “La legislazione dell’UE ha avuto importanti evoluzioni ma contro le organizzazioni criminali serve anche un’azione su scala globale”

“Nella più recente normativa il legislatore europeo ha riconosciuto in funzione antiterrorismo la validità delle strategie e degli strumenti sviluppati contro il crimine organizzato. Questa evoluzione è stata certamente influenzata dalla convenzione di Palermo sul crimine transnazionale, che a sua volta ha radici, per molti aspetti, nell’esperienza portata avanti in Italia dalla fine degli anni Settanta anche grazie al sacrificio di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi però i passi compiuti dall’Unione Europea devono essere affiancati da un’azione di contrasto su scala globale, perché globale è la dimensione acquisita dalla criminalità organizzata. Questa necessità è ben espressa proprio dalla convenzione di Palermo, che con le sue 189 ratifiche è tra gli accordi multilaterali internazionali di maggior successo”.

Un momento dell’intervento di Caterina Chinnici

Lo ha detto l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici nel corso della conferenza intitolata “Costruire il futuro della convenzione di Palermo”, che si è svolta stamattina al palazzo di giustizia di Palermo su iniziativa del Ministero della Giustizia. Conclusioni affidate al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Relatori il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, il presidente della Corte di appello Matteo Frasca, il procuratore generale Roberto Scarpinato, il procuratore della repubblica Francesco Lo Voi, il vicepresidente del Csm David Ermini, il presidente dell’Anm Francesco Minisci, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Chieti Francesco Testa e Antonio Balsamo, consulente giuridico della rappresentanza italiana presso la sede Onu a Vienna.

Il saluto tra Caterina Chinnici e il ministro Alfonso Bonafede prima della conferenza

“Due punti di forza del diritto penale europeo contro criminalità organizzata e terrorismo sono la collaborazione tra autorità giudiziarie e la cooperazione sia informativa che operativa tra le autorità di contrasto – ha aggiunto Caterina Chinnici – ma nell’attuale legislatura ha finalmente assunto la dovuta importanza a livello UE il contrasto patrimoniale, attraverso la nuova disciplina dell’incriminazione del riciclaggio ma anche con il nuovo regolamento su confisca e congelamento dei beni che, per la prima volta, prevede il reciproco riconoscimento, tra stati membri, dei provvedimenti di confisca in assenza di condanna. Le sfide future sono l’interconnessione e l’interoperabilità delle banche dati, la regolamentazione del rapporto tra nuove tecnologie e prova elettronica e l’adozione di un’accurata definizione comune di criminalità organizzata, la cui mancanza fa sì che attualmente in Europa continuino a esistere approcci molto diversi all’incriminazione del fenomeno associativo criminale. Al riguardo ho commissionato all’Università di Palermo uno studio giuridico comparativo e ho presentato recentemente un’interrogazione alla Commissione Europea”.

In questa euro-legislatura Caterina Chinnici ha lavorato come relatore per conto del gruppo S&D alla direttiva europea antiterrorismo, al dossier della commissione speciale sul terrorismo e al regolamento che ha istituito la procura europea, primo organo sovranazionale con autonomi poteri di indagine.

Il documentario di Rai Storia sulla convenzione di Palermo, proiettato alla conferenza

(COM)

Plenaria del Parlamento Europeo, sì al report della commissione Terrorismo. Caterina Chinnici (relatore S&D): “L’attentato di ieri dice che la minaccia è sempre attuale, alle vittime e ai loro cari il nostro primo pensiero. La risposta all’estremismo violento non può prescindere da politiche di prevenzione anche sul terreno socio-educativo”

“L’attentato di ieri sera a Strasburgo dimostra che, malgrado i periodi di tregua, la minaccia terroristica in Europa non è affatto sopita, e che non bisogna mai abbassare la guardia. Oggi più che mai occorre proseguire nel cammino avviato in questa legislatura per rafforzare e aggiornare gli strumenti di contrasto al terrorismo, dando così risposta sia aicittadini che chiedono più sicurezza, sia alle vittime innocenti degli attacchi e ai loro cari, a cui è rivolto il nostro primo pensiero. Ed è necessario porre finalmente massima attenzione alle politiche per la prevenzione, soprattutto sul terreno sociale”.

Così Caterina Chinnici commenta il voto con cui la plenaria del Parlamento Europeo ha approvato oggi il report finale della commissione speciale Terr, il cui testo accoglie numerosi emendamenti proposti dall’eurodeputata siciliana in veste di relatore per conto del gruppo S&D.

L’esito del voto della Plenaria sul report della commmissione speciale Terr

“Le raccomandazioni contenute nel report – spiega Caterina Chinnici, già relatore-ombra della direttiva UE antiterrorismo – daranno l’indirizzo alla futura legislazione e individuano come obiettivi principali l’integrazione socio-culturale, l’adozione di programmi educativi per prevenire l’estremismo violento tra i giovani e anche nellecarceri, la rimozione dal web dei contenuti che incitano all’odio e al compimento di attentati, il contrasto al finanziamento dei gruppi terroristici tramite lo scambio di informazioni tra agenzie e autorità di contrasto e il monitoraggio dei flussi finanziari, soprattutto nel campo delle valute virtuali”.

«In questo anno di lavoro nella commissione Terr abbiamo analizzato in dettaglio le possibili lacune del sistema – aggiunge Caterina Chinnici – anche attraverso incontri con esperti ed esponenti delle agenzie europee e delle forze di sicurezza. Abbiamo portato a termine un lavoro molto complesso, fissando obiettivi precisi sul fronte della repressione ma anche e soprattutto in tema di prevenzione della radicalizzazione, fenomeno quest’ultimo al quale occorre fare fronte combattendo la marginalizzazione socio-culturale ed economica che spesso ne costituisce la premessa. Importanti le disposizioni sul rafforzamento dei meccanismi di cooperazione e di condivisione delle informazioni, così come quelle che affermano la necessità di educare i più giovani a utilizzare consapevolmente i mezzi di informazione, soprattutto quelli connessi alla rete. Particolare attenzione è stata dedicata inoltre alla protezione delle vittime, con la previsione di un centro europeo di coordinamento.  Importante, inoltre, l’indicazione sull’ampliamento della sfera di competenza della Procura europea con l’inserimento delle indagini su terrorismo e criminalità organizzata transfrontaliera».

Da sinistra insieme con Caterina Chinnici (relatrice S&D), al termine della conferenza stampa, Teresa Jiménez-Becerril Barrio (componente della Terr), Monika Hohlmeier (co-relatrice del report), Nathalie Griesbeck (presidente della Terr), Helga Stevens (co-relatrice del report) e Maite Pagazaurtundùa (relatrice Alde)

Il rapporto della Terr chiede, fra l’altro, l’istituzione di uno European Resilience Price che il Parlamento Europeo assegnerà annualmente al miglior progetto socio-culturale locale, e sollecita la creazione di un centro d’eccellenza dell’Unione Europea che valorizzi le buone pratiche degli stati membri e lavori in collaborazione con esperti, accademici, con le comunità religiose e i loro leader, provvedendo alla formazione delle diverse professionalità coinvolte e stabilendo partnership con i paesi terzi strategici. Il documento chiede, inoltre, una piattaforma europea che consenta ai cittadini di segnalare contenuti terroristici online, e sollecita gli stati membri a formare adeguatamente il personale carcerario che opera a stretto contatto con i detenuti affinché possa intercettare i primi segnali di radicalizzazione.

(COM)

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Caterina Chinnici: “Tre femminicidi su quattro maturano nell’ambito di legami affettivi, le donne vanno aiutate a riconoscere le relazioni pericolose e bisogna agire anche sul fronte educativo. In Italia legislazione tra le più evolute, continueremo la battaglia per migliorare la normativa a livello UE: la prossima settimana riunione della Libe per verificare l’attuazione della convenzione di Istanbul”.

“In Europa una donna su tre ha subito violenze, e anche se lascia ben sperare la lieve flessione dei casi di stalking, violenze sessuali e femminicidi riscontrata in Italia nei primi mesi del 2018, questa  tendenza non intacca il dato più allarmante e significativo: in tre casi su quattro a uccidere una donna è un uomo che ha con lei un legame affettivo. E solitamente non si tratta di un fatto improvviso ma dell’atto conclusivo di una relazione “tossica”. È fondamentale quindi che le donne vengano aiutate a riconoscere i segnali di un rapporto pericoloso, perché spesso quando si arriva alla denuncia è già troppo tardi”.