Salta al contenuto

Combattere e prevenire la radicalizzazione dei giovani con approccio multidisciplinare: oggi a Bruxelles il workshop organizzato da Caterina Chinnici. Presentate le conclusioni del progetto Mates condotto in sei paesi dell’Ue.

“La radicalizzazione è un fenomeno dinamico e complesso rispetto al quale i giovani, particolarmente vulnerabili alla propaganda terroristica, sono gli individui più esposti ma anche quelli con maggiori possibilità di recupero. Nel nostro ruolo di policy-makers, oltre a sviluppare misure di contrasto e di controllo del territorio, dobbiamo interrogarci su come agire in chiave di prevenzione, partendo dalle origini socio-culturali, religiose e psicologiche del problema per  sviluppare programmi specifici, anche attraverso il coinvolgimento dei servizi sociali e delle scuole laddove si possono presentare situazioni di rischio”.Così Caterina Chinnici, componente della commissione speciale sul terrorismo (Terr) del Parlamento Europeo e co-presidente dell’intergruppo sui diritti dei minori, ha introdotto stamattina a Bruxelles il workshop intitolato “Raggiungere la sicurezza a lungo termine nella nostra società: il bisogno di formazione per un approccio multidisciplinare rivolto ai giovani radicalizzati”, incontro organizzato dalla stessa eurodeputata di S&D e nel corso del quale l’Iprs (Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali) ha riepilogato i risultati del progetto Mates, un’iniziativa europea per la de-radicalizzazione dei giovani attuata in sei stati membri (Italia, Estonia, Slovenia, Germania, Spagna e Portogallo).

Un momento dell’incontro sulla de-radicalizzazione dei giovani

“È fondamentale – ha aggiunto Caterina Chinnici – portare avanti anche all’interno delle carceri un’attenta azione di prevenzione e di de-radicalizzazione per favorire un reale reinserimento in società al termine della pena detentiva, attraverso il supporto di personale specializzato. L’Italia offre quello che può essere considerato un buon modello, per esempio garantendo nelle carceri le condizioni per l’esercizio della libertà di culto e, in alcuni casi, la vicinanza di imam moderati e pacifisti”.

“L’idea di un approccio specifico al tema della de-radicalizzazione – ha detto Raffaele Bracalenti, presidente dell’Iprs – non trova concordi tutti gli operatori della giustizia, soprattutto quando si tratta di giovani. Secondo molti esperti, anche se i fattori del malessere giovanile possono essere diversi alla fine l’approccio è comune, ma nel corso del lavoro fatto ci siamo convinti che il tema dell’adesione legata a contenuti religiosi non debba neanche essere ignorato. Allo stesso modo, non è da sottovalutare la possibile capacità educante della stessa comunità islamica, anche al di là della de-radicalizzazione, come dimostrato da una sperimentazione che abbiamo condotto a Torino e al termine della quale gli operatori della giustizia hanno iniziato a ripensare i percorsi rieducativi per i minori, anche quelli non radicalizzati, immaginando di includere tra gli attori proprio strutture della comunità islamica”.

Ha concluso i lavori l’eurodeputata Monika Hohlmeier, co-relatrice del rapporto che la commissione Terr voterà a conclusione del proprio mandato. “La lotta alla radicalizzazione e la prevenzione – ha detto – sono una questione prioritaria e sono una questione non solo di sicurezza ma anche di portata sociale, ed è fondamentale l’impegno per cogliere precocemente i segnali e realizzare una vera integrazione”. Presenti anche Nathalie Griesbeck, presidente della commissione speciale Terr, e Ana Gomes, che coordina il lavoro del gruppo S&D all’interno della stessa commissione.

Tra i relatori del workshop anche Boštjan Šefic, segretario di stato del ministero della giustizia della Slovenia, l’ispettore capo dell’Unità nazionale antiterrorismo del Portogallo, João Paulo Ventura, e la criminologa esperta in terrorismo Silvia Leo, dell’università La Sapienza di Roma.

Condividi sui social

Published inNews

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *