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Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Caterina Chinnici: “Tre femminicidi su quattro maturano nell’ambito di legami affettivi, le donne vanno aiutate a riconoscere le relazioni pericolose e bisogna agire anche sul fronte educativo. In Italia legislazione tra le più evolute, continueremo la battaglia per migliorare la normativa a livello UE: la prossima settimana riunione della Libe per verificare l’attuazione della convenzione di Istanbul”.

“In Europa una donna su tre ha subito violenze, e anche se lascia ben sperare la lieve flessione dei casi di stalking, violenze sessuali e femminicidi riscontrata in Italia nei primi mesi del 2018, questa  tendenza non intacca il dato più allarmante e significativo: in tre casi su quattro a uccidere una donna è un uomo che ha con lei un legame affettivo. E solitamente non si tratta di un fatto improvviso ma dell’atto conclusivo di una relazione “tossica”. È fondamentale quindi che le donne vengano aiutate a riconoscere i segnali di un rapporto pericoloso, perché spesso quando si arriva alla denuncia è già troppo tardi”.

Lo ha detto Caterina Chinnici durante l’incontro “Dallo stalking al femminicidio – Conoscere è tutela” svolto ieri sera a Burgio nell’ex Casello ferroviario “Riggio” in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre oggi.“Durante l’attuale legislatura, all’interno del Parlamento Europeo abbiamo condotto una battaglia che ha portato all’adesione dell’Unione Europea alla convenzione di Istanbul – ha ricordato l’eurodeputata siciliana – ma i risultati non sono ancora quelli attesi perché alcuni paesi membri non hanno ratificato il trattato o, pur avendolo fatto, non lo hanno ancora concretamente attuato, e la commissione Libe della quale faccio parte terrà una riunione riservata a Bruxelles la prossima settimana proprio per una verifica dettagliata al riguardo. Inoltre a inizio dicembre, sempre al Parlamento Europeo, si svolgerà su mia iniziativa una conferenza per approfondire un aspetto del fenomeno ancora poco esplorato, cioè quello della protezione dei minori che assistono alle violenze domestiche contro le loro mamme. Su questo e su altri punti l’Italia ha una legislazione tra le più evolute nel panorama europeo, anche se ancora work in progress, e auspico che possano arrivare in porto le proposte di legge già depositate per rendere ancora più efficace la normativa, a cominciare dal cosiddetto codice rosso”.“La violenza contro le donne si manifesta in molte forme, da quella sessuale e fisica in senso ampio a quella del ricatto economico e dell’atteggiamento predominante da parte dell’uomo – ha detto ancora Caterina Chinnici – ma c’è una forma altrettanto grave e forse sottovalutata che è la violenza psicologica, quella che fa sentire la donna svilita, le toglie autostima e la porta poi a negare la realtà e ad accettare di vivere in una condizione di sottomissione. È chiaro che si tratta di una questione anche culturale, e da questo punto di vista deve essere impegno comune promuovere a tutti i livelli l’educazione al rispetto delle donne, un valore che sembra smarrito”.

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