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Il voto spiegato – Non solo la direttiva copyright e la “bacchettata” all’Ungheria sul rispetto dei diritti. Dalla plenaria di Strasburgo anche nuove norme antiriciclaggio e l’ok di Juncker a inserire l’antiterrorismo nel mandato della Procura europea. Caterina Chinnici: “Ma Eppo deve poter indagare su tutta la criminalità organizzata transnazionale”.

Non è stata soltanto la plenaria della discussa direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, votata anche da Caterina Chinnici dopo le modifiche con cui le piattaforme online non commerciali (per esempio Wikipedia) o di piccole e medie dimensioni, al contrario dei giganti del web, sono state esentate dal remunerare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti e condivisi in rete, e con le quali, per tutelare la libertà di espressione, è stata esclusa dai vincoli del copyright la semplice condivisione di collegamenti ipertestuali (hyperlink) accompagnata da parole personali di chi li mette in condivisione.

E non è stata solo la plenaria dell’inedita risoluzione, anche questa sostenuta da Caterina Chinnici, con la quale il Parlamento Europeo ha invitato il Consiglio dell’Unione Europea ad agire nei confronti dell’Ungheria per prevenire il rischio di una minaccia sistemica alla democrazia, all’uguaglianza, allo stato di diritto e ai diritti umani, tutti valori fondanti dell’UE.

Quella svolta a Strasburgo la settimana scorsa è stata anche la plenaria delle risoluzioni sull’antiriciclaggio di denaro e sul controllo dei flussi di cassa, sostenute da Caterina Chinnici con il voto, e quella in cui il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, durante il discorso sullo stato dell’Unione, ha per la prima volta manifestato l’orientamento favorevole all’inserimento della lotta al terrorismo tra le competenze della Procura europea istituita di recente. Un’idea che anche l’eurodeputata di S&D ha sostenuto fin dall’inizio del mandato in una prospettiva ancora più ampia, come lei stessa spiega in un testo di commento pubblicato nella newsletter degli eurodeputati Pd: “Le due risoluzioni approvate sono passi in avanti verso l’armonizzazione, ma per un’autentica politica europea in campo penale occorre andare oltre, cominciando con l’adottare una nozione comune di criminalità organizzata. In Europa sono state indagate oltre cinquemila organizzazioni criminali, una minaccia grave e pervasiva che non lascia immune alcun paese membro. Nessuno stato può farcela da solo. Credo sia da includere nel mandato della Procura la lotta a tutta la criminalità organizzata transnazionale. Le straordinarie potenzialità di questa innovativa struttura, la prima con poteri di indagine su scala sovranazionale, rappresentano una chance da cogliere per rafforzare la risposta dell’UE alla vasta domanda di sicurezza che proviene dai cittadini europei”.

Il testo di Caterina Chinnici per la newsletter degli eurodeputati Pd

Restando in tema, disco verde anche al documento sulle relazioni tra l’UE e i paesi terzi in materia di regolamentazione e vigilanza dei servizi finanziari, “con l’obiettivo – ha sottolineato Caterina Chinnici nella spiegazione di voto a favore – di ridurre l’esposizione del sistema finanziario europeo agli shock globali e di fare sì che la cooperazione si rafforzi ma resti sempre subordinata alla presenza nei paesi terzi di adeguate norme contro l’evasione fiscale, la frode e il riciclaggio”.

Un’altra risoluzione sostenuta dall’europarlamentare siciliana tratta i percorsi di reinserimento dei lavoratori in impieghi di qualità dopo un infortunio o una malattia. “È apprezzabile – ha affermato nella spiegazione di voto – che il testo proponga misure per affrontare il fenomeno crescente delle patologie derivanti da stress nei luoghi di lavoro in Europa. Tutte le situazioni critiche relative alla salute mentale e fisica, incluse disabilità e malattie, richiedono politiche comuni di reinserimento per il mantenimento degli impieghi e per il benessere psicologico e sociale dei lavoratori”.

Tra gli atti approvati dalla plenaria e sostenuti da Caterina Chinnici, la risoluzione sulla gestione trasparente e responsabile delle risorse naturali nei paesi in via di sviluppo, e in particolare delle foreste. “La relazione – dice – accompagna gli investimenti dell’UE in materia ambientale e contiene disposizioni specifiche su reati come il contrabbando di prodotti forestali e il disboscamento illegale, attività che finanziano anche la criminalità organizzata transnazionale”.

Via libera anche alla risoluzione sull’uguaglianza linguistica nell’era digitale, “che fra l’altro sostiene la necessità – osserva l’eurodeputata siciliana – di tutelare la diversità linguistica e di promuovere parallelamente il multilinguismo per mezzo delle nuove tecnologie, garantendo l’accesso ai cittadini europei che parlano gli idiomi meno comuni, e questo, per esempio, tramite app di traduzione istantanea o di apprendimento”.

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