Salta al contenuto

Legalità, memoria, speranza e impegno: nell’anniversario di nascita di Rocco Chinnici, la sua eredità morale raccontata oggi dalla figlia Caterina e da Valentino Picone agli studenti delle scuole superiori di Caltanissetta. Proiettato il corto sul fondatore del pool antimafia prodotto da Ficarra e Picone. Caterina Chinnici: “Non siamo vittime ma testimoni dell’impegno di Rocco Chinnici, che portiamo avanti e consegniamo a voi giovani: siate fieri di essere suoi eredi”

Oltre duecento studenti insieme per un compleanno speciale, quello di Rocco Chinnici. I giovani, primi destinatari del messaggio culturale del magistrato che fondò il pool antimafia, sono stati al centro, oggi al teatro Regina Margherita di Caltanissetta, dell’evento intitolato L’esempio di Rocco Chinnici per i giovani, un’eredità per battere la mafia , promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la fondazione intitolata al magistrato che la mafia assassinò a Palermo il 29 luglio del 1983.

Protagonisti di questa giornata del ricordo i ragazzi di otto scuole superiori nissene, che hanno gremito la sala, ma anche gli adolescenti interpreti del provocatorio cortometraggio prodotto l’anno scorso dagli attori Ficarra e Picone, proiettato durante l’evento: l’opera, scenegiata da Giovanni Furnari e diretta da Marco Maria Correnti, mette in scena un paradossale processo a Chinnici, accusato di avere contrastato la mafia. A introdurlo dal palco Valentino Picone: “Grazie a uomini come Rocco Chinnici oggi abbiamo una cultura antimafiosa – ha detto – ma oltre al suo lavoro, sul quale i ragazzi del cast si sono molto documentati, abbiamo voluto far emergere l’aspetto umano, perchè quella di Rocco Chinnici con Falcone e Borsellino non è stata solo la condivisione di un impegno professionale ma anche la storia dell’amicizia che li legava”.

Caterina e Giovanni Chinnici con Valentino Picone e con lo staff che ha curato il cortometraggio

La giornalista Ornella Sgroi ha moderato l’incontro, al quale sono intervenuti il prefetto di Caltanissetta Cosima Di Stani, il sindaco Giovanni Ruvolo, il presidente della Corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi e Giovanni Chinnici, figlio di Rocco e presidente della fondazione a lui intitolata. L’associazione Tra le righe  ha proposto un momento musicale e la lettura di alcuni brani del libro “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” scritto da Caterina Chinnici, magistrato come il padre Rocco e oggi anche europarlamentare.

Picone e Caterina Chinnici con il prefetto Di Stani e il sindaco Ruvolo

“È bello ricordare mio padre qui a Caltanissetta nel giorno della sua nascita – ha detto Caterina Chinnici – con una speranza da consegnare ai giovani, un’apertura al futuro. Speranza che non è un sentimento indefinito, perchè deve essere sorretta dall’impegno. Gli uomini come lui erano persone normali, ma è naturale vederli come eroi perchè in quel tempo e in quelle condizioni hanno portano avanti un impegno straordinario, pur nella consapevolezza di un pericolo sempre più concreto e vicino. Hanno tolto la vita a Rocco Chinnici ma ciò che lui ha fatto è rimasto, e noi non siamo vittime ma testimoni del suo impegno, che portiamo avanti e che consegniamo a voi giovani: siate fieri di essere suoi eredi”.

Caterina Chinnici ha ricordato anche “le innovazioni di portata dirompente apportate da Rocco Chinnici ai metodi ivestigativi, tra cui la prassi di non limitarsi alla lettura del rapporto che la polizia giudiziaria gli metteva sul tavolo e di dare, invece, indicazioni per coltivare gli ulteriori sviluppi delle indagini. Un fatto mai successo prima di allora, un modo di procedere non previsto nel codice penale, nel quale però venne poi introdotto. Il suo metodo e la sua capacità di analisi gli permisero di comprendere a fondo la pericolosità della mafia e fu all’origine delle sue intuizioni: il contrasto patrimoniale, la condivisione delle informazioni, la necessità di un cambiamento delle coscienze”.

Un momento della testimonianza di Caterina Chinnici

“Quello di Rocco Chinnici era un impegno fatto di lavoro – ha aggiunto Caterina Chinnici – ma a quel tempo chi lavorava in quel modo era più che solo, era isolato culturalmente, perchè quasi nessuno voleva essere coinvolto in quel tipo di impegno. Lui più di tutti ha elevato l’azione di contrasto alla mafia e non è un caso se noi oggi in ambito europeo lavoriamo per portare avanti lo stesso tipo di misure e di iniziative legislative. Nelle carte del processo sulla strage c’è una zona grigia che ancora ci fa male – ha detto ancora Caterina Chinnici – poichè la mafia aveva già ucciso molte delle persone identificate come nemici quando un confidente della polizia preannunciò l’arrivo di un carico di esplosivo e il compimento di un attentato. Perché nessuno verificò quelle informazioni? Perché nessuno avvisò Rocco Chinnici, capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Palermo? Perché nessuno attivò qualche misura di protezione in piu?”.

Nel pomeriggio Rocco Chinnici è stato ricordato anche a Misilmeri, sua città natale, con la cerimonia del Premio “Rocco Chinnici”, promosso dal Comune, alla presenza del sindaco Rosalia Stadarelli.

L’incontro a Misilmeri per il Premio “Rocco Chinnici”

Nato il 19 gennaio 1925, Rocco Chinnici avrebbe compiuto oggi 94 anni. Le cosche lo uccisero il 29 luglio del 1983 facendo esplodere un’auto imbottita di tritolo in via Federico Pipitone, davanti al palazzo in cui il giudice e la sua famiglia vivevano. La detonazione provocò anche la morte di due Carabinieri addetti al servizio di tutela, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e del portiere dello stabile Stefano Li Sacchi, oltre al ferimento dell’autista Giovanni Paparcuri.


Condividi sui social

Published inSenza categoria

Sii il primo a commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *