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Misure repressive, contrasto patrimoniale e prevenzione dell’uso del sistema finanziario per fini di riciclaggio: in un’indagine giuridica commissionata da Caterina Chinnici lo stato attuale e le prospettive della lotta al finanziamento del terrorismo nell’Unione Europea

Misure repressive del finanziamento del terrorismo, congelamento dei beni e prevenzione dell’uso del sistema finanziario per fini di riciclaggio sono i tre principali settori tematici al centro di uno studio comparatistico svolto dall’Università di Palermo (Dipartimento di Giurisprudenza) su incarico dell’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici con l’obiettivo di fare il punto sull’applicazione della legislazione europea in materia. Sotto la lente di ingrandimento i sistemi penali di undici stati membri: Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Austria, Irlanda e Malta.

“Dai tragici fatti avvenuti a di Parigi nel 2015 in poi – dice l’europarlamentare introducendo il report – è emersa l’esistenza di una minaccia capace di fare rete attraverso le frontiere dell’Unione e di reperire risorse strumentali e finanziarie per portare avanti il proprio programma criminoso, a volte anche interfacciandosi con i “classici” gruppi criminali organizzati. L’esperienza italiana ha evidenziato l’importanza di aggredire e prosciugare le risorse finanziarie dei sodalizi criminali per disgregarne la capacità operativa, e sul fronte del contrasto patrimoniale sono stati fatti significativi passi in avanti nel corso dell’attuale legislatura europea con importanti novità normative, fra l’altro, in tema di riciclaggio e confische. Rimane ancora molto da fare, però, in vista dell’attuazione di queste novità negli ordinamenti interni e per un approccio quanto più possibile condiviso”.

IL TESTO INTEGRALE DELLO STUDIO:

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